Vaccinazioni

Il 5 ottobre 2020 la Società Italiana di Reumatologia ha pubblicato un documento destinato agli specialisti reumatologi e ai medici di medicina generale riguardante la sicurezza ed efficacia delle vaccinazioni nelle malattie reumatiche, particolarmente importante in questa fase di pandemia da COVID 19.

Eccone i punti principali

Le vaccinazioni sono il più efficace strumento di prevenzione per il controllo delle malattie infettive nella popolazione generale, ancor più importante nei pazienti con malattie reumatologiche poiché sono ad aumentato rischio di contrarre infezioni.

PRIMA DELLA VACCINAZIONE
Prima di procedere con qualsiasi tipo di vaccinazione è opportuno valutare lo stato di attività di malattia , l’eventuale presenza di controindicazioni, la terapia in atto. Bisogna inoltre sapere se la persona è allergica a farmaci, alimenti, lattice o altre sostanze, se ha mai avuto reazioni gravi ad una precedente dose di vaccino, se ha ricevuto vaccini nel mese precedente, se è stato sottoposto nei mesi precedenti a radio o chemioterapia o interventi chirurgici e a quale rischio infettivo aumentato è esposto per attività lavorativa. Particolare attenzione alla storia recente del paziente ( infezioni ricorrenti o gravi, trasfusioni, terapie con immunoglobuline o antivirali, contatti con persone con immunodeficienza o donne in gravidanza ecc) deve essere posta in caso di somministrazione di vaccini vivi.

TIPO DI VACCINO
Vaccini inattivati (Influenza, Streptococco Pneumoniae, epatite A, epatite B, papilloma virus, tossoide tetanico, Haemofilus Influenzae, Neisseria meningitidis, difterite, pertosse, poliomielite parenterale, encefalite da zecche, febbre tifoide parenterale). Vanno somministrati in accordo con le raccomandazioni per la popolazione generale e in fase di remissione clinica di malattia. Dovrebbero essere somministrati preferibilmente almeno 2 settimane prima dell’inizio di una terapia immunomodulante, ma possono essere somministrati anche in corso di terapia. Nelle persone in trattamento con Rituximab è preferibile somministrare i vaccini 4 settimane prima dell’inizio della terapia o, se non è possibile, almeno 6 mesi dopo l’ultima infusione

Vaccini vivi attenuati (morbillo, rosolia, parotite, varicella, febbre gialla, tubercolosi, Herpes Zoster, poliomielite orale, febbre tifoide orale). Sono generalmente controindicati. In caso di necessità, dovrebbero essere somministrati almeno 2-4 settimane prima dell’inizio di una terapia immunomodulante o da 1 a  3 mesi dopo la sospensione a seconda del tipo di terapia (nel caso di Rituximab almeno 12 mesi dopo l’ultima infusione).

RACCOMANDAZIONI PER VACCINI SPECIFICI:
Vaccino anti influenzale: fortemente raccomandato nella maggioranza dei malati reumatici. Consigliato anche vaccinare i contatti stretti. L’efficacia può essere ridotta nei malati in terapia con rituximab e ridotta ma soddisfacente in chi è terapia con Tofacitinib + Methotrexate.
Vaccinazione antipneumococcica: fortemente raccomandata nella maggior parte dei pazienti reumatici. La risposta è ridotta ma efficace in caso di terapia con methotrexate, mentre ridotta in modo significativo in chi è in trattamento con rituximab.
Vaccinazione anti epatite A e B: dovrebbe essere somministrata in pazienti reumatici esposti ad alto rischio infettivo o in caso di titolo degli anticorpi protettivi non adeguato.
Vaccinazione anti papilloma virus: dovrebbe essere considerata nei pazienti reumatici, in particolare in quelli affetti da Lupus, in cui esiste un aumentato rischio di infezione. E’ sconsigliata nei pazienti con sindrome da anticorpi antifosfolipidi.
Vaccino anti herpes Zoster: con vaccino vivo-attenuato: è da considerare ne pazienti di età >/- 50 anni non gravemente immunodepressi, verificando prima il livello anticorpale. A seconda del trattamento può essere opportuno valutarne una momentanea sospensione sulla base delle indicazioni dello specialista.
Vaccino anti tubercolare: non raccomandato
Vaccino anti febbre gialla: non raccomandato
Vaccino anti rabbico: non consigliato se non in soggetti a rischio. In questo caso la vaccinazione deve essere effettuata per via intramuscolo con dosaggio del titolo anticorpale da 2 a 4 settimane dopo la terza dose. In caso si profilassi dopo esposizione (con vaccino e immunoglobuline iperimmuni) la terapia immunosoppressiva deve essere sospesa)
Vaccino anti tetanico: consigliato come nella popolazione generale.
Malati reumatici che intendano intraprendere viaggi: valgono le raccomandazioni per la popolazione generale per i vaccini inattivati, ma non i vaccini vivi attenuati. Un rischio aumentato di contrarre tubercolosi è stato osservato nei malti di artrite reumatoide o Lupus.
Neonati di madri trattate con farmaci biologici durante la seconda metà della gravidanza: i vaccini vivi attenuati dovrebbero essere evitati durante i primi 6 mesi di vita.

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